Giornale di Sicilia #2

I cacciatori temono il ritorno della riserva e puntano il dito contro il sindaco, chiedendo “aiuto” all’assessore regionale. Dopo una sentenza della Corte costituzionale che ha annullato, di fatto, la riserva Pantani della Sicilia sud orientale, l’associazione “Comitato di gestione dei pantani”, presieduta da Corrado Figura e nata con lo scopo di gestire le aree, o una parte di esse, per propagandare il libero svolgimento dell’attività venatoria ha attaccato il primo cittadino, Roberto Bruno. La “condanna” che pende sulla testa di Bruno è di essere possibilista sul ritorno della riserva in quelle zone che sono già di protezione speciale e sono anche Siti di interesse comunitario. “Le tutele imposte – hanno dichiarato gli appassionati di attività venatoria co-ordinati da Figura, risulterebbero lontane alle esigenze locali dei cittadini che vivono nella zona e che sono apertamente contrari all’istituzione di una nuova area con vincoli ambientali rigidi”. E tutte queste “violenze” del territorio sono state raccontate in una lettera inviata all’assessore regionale al Territorio ed all’Ambiente, Piergiorgio Gerratana. Ma per l’associazione “Comitato di gestione dei pantani”, adesso il vero problema è l’atteggiamento del sindaco, Roberto Bruno che, al contrario delle amministrazioni precedenti, non solo sembra “ignorare – dicono i cacciatori – l’ordinanza di sospensiva ancora operante delle zone Sic e Zps ricadenti nel territorio di Pachino, ma sembra perfino non gradire la recente sentenza della Corte costituzionale ponendosi così contro gli interessi dei suoi concittadini agricoltori, cacciatori, pescatori, imprenditori dell’agricoltura, dichiarandosi possibilista sull’istituzione della riserva.”. Così il gruppo di appassionati di attività venatoria ha chiesto all’assessore Gerratana di “porre rimedio a questo atteggiamento giudicato errato anche da illustri costituzionalisti e che rischia di ‘provocare una nuova insurrezione popolare”. Il primo cittadino ha tirato corto. “Si tratta – ha spiegato Bruno «- dell’ennesimo attacco di chi finge di portare avanti gli interessi dei cittadini e delle attività imprenditoriali, e invece nasconde dietro motivi di speculazione economica e promuove lo scempio del territorio”.

Fonte: Giornale di Sicilia | 09/10/2014

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