COMUNICATO UFFICIALE: Presa di posizione del Comitato nei confronti degli scempi del bracconaggio.

In relazione all’ episodio di bracconaggio (abbattimento di due fenicotteri) denunciato dalla LIPU e riportato dal giornale “LA SICILIA”, sulla cronaca di RAGUSA, episodio verificatosi nell’ area protetta del pantano BRUNO in territori di ISPICA, questo Comitato di cui fanno parte anche molti cacciatori, esprime profondo sdegno per l’ atto criminoso. Si parla di 8-10 persone responsabili, che avrebbero agito di notte. Ci chiediamo pero’ come mai si conosce il numero dei responsabili e non si è provveduto al loro fermo ? E’ vergognoso speculare su un episodio di bracconaggio per riproporre la solita “musica” contro la caccia. La LIPU locale non perde occasione per scagliarsi contro i cacciatori invece di preoccuparsi dello scempio ambientale operato nel vicino pantano CUBA in territorio di PACHINO ( area protetta anche quella) e denunciato alla Procura della Repubblica di Siracusa solamente da questo Comitato. Pensare che proprio nel cuore di questo scempio esiste addirittura la casa di un dirigente della LIPU che, evidentemente, “non vede, non sente e non parla”…! E’ semplicemente ridicolo poi invocare il divieto di caccia al fine di scongiurare episodi di bracconaggio, quando, secondo quello che afferma la LIPU, siffatti episodi si sono verificati in quelle zone, dove, è noto, da molto tempo è preclusa l’ attività venatoria. Ma, se è vero che questi episodi si verificano spesso, perché non si fanno i dovuti controlli e si assicurano alla giustizia i responsabili? L’ articolo giornalistico si conclude con la LIPU che rimprovera al mondo venatorio la grande determinazione con cui si è battuto per far decadere i vincoli della riserva dei pantani della Sicilia sud – Orientale e invece lo scarso impegno profuso nella lotta al bracconaggio. E’ appena il caso di sottolineare che la prima vittima del bracconaggio è proprio il mondo venatorio, che ha sempre reagito con forza contro questa pratica illegale! Si ricorda infine che è stata la Corte Costituzionale, sollecitata da tutti i portatori di interesse della zona, a sentenziare l’incostituzionabilità della riserva, per la cui decadenza si pronuncerà il TAR di Catania, in ottemperanza alla sentenza della Consulta, con buona pace della LIPU!

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